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ARISTOTELE CRITICA PLATONE

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  Aristotele, allievo di Platone, pur essendo stato suo allievo per ventenni, sostiene una propria linea filosofica, chiamata anche filosofia aristotelica, che lo porterà a criticare il maestro, e questo suo atteggiamento è espresso nella frase "Amicus Plato, sed magis amica veritas".   Innanzi tutto Aristotele critica la ricerca svolta da Platone, che ha cercato il vero essere in un mondo soprasensibile, tentando di spiegare in questo modo il mondo reale, che appariva mutevole e sfuggente perché soggetto al divenire. Aristotele sostiene che il mondo delle idee non è in grado di spiegare il mondo fisico, come invece riteneva Platone, visto che tra le due realtà c'è una frattura (chorismos). Al contrario il divenire, che per il divino costituiva un ostacolo la cui presenza impediva di conoscere scientificamente il mondo reale e di considerarlo come vero essere, per Aristotele è un fenomeno su cui concentrare gli sforzi della ricerca perché solo riuscendo a spiegare il mute...

Compiti

  IL PROGETTO FILOSOFICO   Le leggi del nostro pensiero corrispondono alle leggi della realtà, per questo vi è un rinvio speculare tra logica e realtà, cioè un rispecchiamento tra ciò che è nella mente come capacità conoscitiva e la realtà LA METAFISICA La metafisica studia l'essere in quanto essere, cioè la totalità delle cose esistenti nella realtà, nei loro aspetti comuni: in altri termini, studia ciò che, a prescindere dalle loro differenze, fa sì che possiamo dire che 'sono', cioè che esistono. LA FISICA, DIO E L’ANIMA L’universo si articola in due zone distinte:  mondo terrestre—-> in cui i quattro elementi che compongono le cose sono soggetti a movimento locale rettilineo. mondo celeste—-> in cui l’etere che lo compone si muove di moto circolare senza inizio e senza fine. Tutto il movimento dell’universo è causato da Dio, primo motore immobile.  L’ETICA E LA POLITICA Il fine dell’etica è la felicità, la quale coincide con quella condizione di benessere c...

MITO DELLA CAVERNA

 Ci sono dei prigionieri che hanno sempre vissuto in una caverna sul cui fondo sono legati in modo da non potersi voltare. Fuori dalla caverna c’è un muro ad altezza uomo dietro al quale camminano persone che portano sulla testa statuette raffiguranti oggetti di vario genere, queste persone parlano e il loro eco rimbomba nella caverna. Dietro questi individui vi è un fuoco intenso che proietta nella parete della grotta davanti agli uomini legati le immagini degli oggetti.  Non avendo potuto vedere nient’altro, i prigionieri, osservando le ombre, pensano che questa sia la realtà. Uno di loro, però, si libera e si volta; vede perciò le statuette e si accorge che sono più reali delle ombre; poi esce dalla grotta, oltrepassa il muro e inizialmente è accecato dalla luce del sole. Poi si guarda intorno e vede “il mondo della natura” e nota che tutto è più vero degli oggetti che sono proiettati. Dopo essersi chiesto da dove proveniva la luce, si accorge che è il sole da significato a...

CARRO ALATO

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Platone  immagina una fantastica   biga , guidata da un   auriga,   simbolo della ragione, che ha come unico scopo, quello di trasportare l’anima nell’ iperuranio   (il già citato 'mondo delle idee'), una dimensione dove regnano beate le idee perfette.   In questo viaggio, secondo il  filosofo greco , si verificano sempre delle complicazioni: a trainare la biga ci pensano due cavalli, uno nero e uno bianco, che seguono, però, due percorsi diversi; quello nero, che rappresenta la parte più concupiscibile dell’anima, vittima del desiderio, cerca, con tutte le sue forze, di trascinarla verso il basso, in direzione del  mondo sensibile ; quello bianco, simbolo della purezza e della nobiltà dell’anima, simbolo dei sentimenti  mossi da amore vero, spinge la biga verso l’iperuranio.

compiti

Filosofia – pag 160   Per l’interrogazione: 1.  Gli argomenti che Platone porta a favore dell’immortalità dell’anima si riferiscono principalmente alla teoria della reincarnazione di origine  orfico-pitagorica . La conoscenza delle idee, possibile per l’uomo, basata sulla reminiscenza, presuppone una preesistenza dell’anima alla nascita. Inoltre la capacità dell’anima di conoscere le idee è dovuta ad una natura affine a loro e quindi anch’essa , come le idee, deve essere immutabile ed eterna. Infine l’anima, in quanto strutturalmente connessa alla vita, dà vita al corpo  finchè  è presente in esso, ma lascia il posto alla morte (del corpo) quando se ne va, allontanandosi, immortale, sana e salva e incorrotta. 2.  Il racconto mitologico della parte conclusiva del  Fedone  significa che il comportamento dell’uomo durante la vita influisce sul destino dell’anima dopo la morte del corpo: l’anima temperata e saggia sarà accolta nella parte più alta del...

PLATONE

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  Platone nacque nel 428/427 a.C. in una delle famiglie più importanti di Atene. Fin da subito parve destinato ad un incarico politico di primo piano e per questa ragione iniziò studi filosofici prima presso il filosofo Cratilo, e poi, intorno ai vent’anni, presso Socrate. Nel 404 a.C. collaborò con il regime oligarchico dei Trenta tiranni, guidato da suo zio Crizia, ma rimase deluso dal clima di violenza e repressione che esso instaurò. L’abbandono definitivo di ogni prospettiva di carriera politica avvenne però nel 399 a.C., quando Socrate venne condannato a morte.  L’amarezza e il disgusto per la condanna del maestro, da lui considerata una giustizia imperdonabile, portarono Platone a dedicarsi completamente alla filosofia, con lo scopo di riscrivere le basi della convivenza umana e condurre l’uomo alla giustizia. Lasciata Atene, dopo la morte del maestro, Platone si recò a Megara, poi in Egitto e a Cirene, sulle coste libiche. Da lì si spostò nell’Italia meridionale, prima...

domande platone

  Platone Comprende che i sensi non consentiranno mai di arrivare a un’idea unica e oggettiva del bene, poiché l’esperienza sensibile non è sostenuta da un unico principio di verità, difatti ciò che è valido per me, da una certa circostanza e un certo punto di vista, non potrebbe esserlo per altri.  Per Platone la conoscenza è reminiscenza, cioè l' anima ci permette di indagare e ... ed è in relazione con l'esperienza, che rende possibile la conoscenza.  Esaminando l'argomentazione di Socrate, dove, la conoscenza del bene determina l'essere virtuosi e l'ignoranza l'essere malvagi, si arriva a parlare di "intellettualismo etico": la conoscenza del bene è condizione necessaria e sufficiente per la virtù quindi per fare del bene basta possedere la scienza del bene Platone descrive quella che , con un'immagine emblematica ,chiama la ” seconda navigazione “, che lo ha portato alla scoperta della vera causa delle cose. ... Platone dice di essere partito ...